Il Circolo Musicale CID di Sondrio
- Genesi e fondatori
- Limiti
- I presidenti
- Le collaborazioni
 

- Stagioni ambite dai concertisti
- Patrimonio della città
- I direttori artistici
- I mass media

GENESI E FONDATORI
Il Circolo Musicale CID di Sondrio é stato costituito come sezione autonoma del CID, Centro Informazione Documentazione, di Sondrio a sua volta fondato nel 1959 da un gruppo di studenti universitari che collaboravano ai giornali locali. Erano Alberto Frizziero, cui si deve l'idea e che fu Presidente sino al 1975 quando divenne Sindaco della città, Giorgio Scaramellini che fu poi Presidente della Provincia, Giovanni Bettini che divenne deputato della Repubblica, Giorgio Luzzi che si affermò come poeta, Ivan Fassin che divenne responsabile nazionale del Sindacato-scuola CISL, Carlo Bergamasco prematuramente scomparso, Giancarlo Carrara che fu manager della Sanità, Antonio Del Felice affermatosi come vignettista, Floriana Palmieri - l'attuale Presidente del Circolo Musicale - artista con Mostre, specie di scultura, in Italia e all'estero, Guido Bellini Bressi, affermatosi nel disegno, Pierangelo Livraghi pianista, Claudio Snider manager bancario, Marilena Gilardi docente di musica e per anni alla direzione artistica del Circolo Musicale, Maurizio Frizziero che fu anche segretario nazionale dei creativi pubblicitari ed altri ancora.
Inizialmente l'attività era stata rivolta al settore editoriale, in particolare con un bollettino periodico con articoli di carattere generale che veniva inviato ai giornali locali italiani. Successivamente, in assenza quasi totale di attività culturali, in Sondrio e provincia,il CID iniziò ad organizzare conferenze, dibattiti, proiezioni, mostre e anche qualche concerto.
L'esito positivo portò successivamente alla decisione di articolare opportunamente il sodalizio per garantire stabilità e continuità di un'associazione fondata esclusivamente sul volontariato e quindi soggetta ai fisiologici alti e bassi di questo tipo di attività, che furono evitati proprio in virtù del tipo di struttura ideata e realizzata.
Furono così costituite tre "Sezioni autonome": il Circolo Musicale, il Circolo Culturale, il Centro Arti Figurative. Dopo alcuni anni l'impegno si concentrò nel settore musicale. Un impegno gravoso anche per la situazione decentrata di Sondrio (i concertisti dalle altre città lombarde ritornavano a Milano la sera stessa, cosa che normalmente non poteva avvenire per chi veniva in Valtellina), e per le limitate risorse economiche disponibili, anche se, fin dai primi passi, il Circolo aveva ottenuto importanti collaborazioni dagli Enti pubblici e da soggetti privati.
Da citare, negli anni '60 e primi '70, la collaborazione con il Circolo Musicale di Lecco ed in particolare con il compianto Giacomo De Santis per il quale la sua vita e la passione per l'arte e la musica in particolare erano tutt'uno.
Da citare ancora la collaborazione intervenuta tra la fine degli anni '70 e gli anni '80 con Gioventù Musicale, presieduta in Sondrio dal compianto ing. Lamberto Barchiesi, Direttore in Sondrio dell'Ispettorato della Motorizzazione, che alla passione in questa sua funzione univa competenza e impegno.


STAGIONI AMBITE DAI CONCERTISTI
Sondrio però entrava facilmente nell'agenda di importanti concertisti non solo per la qualità del pubblico ma anche per l'ospitalità. Severino Gazzelloni soleva dire che per lui venire a suonare a Sondrio - venne diverse volte - era come andare in gita, una gita che si concludeva invariabilmente quando in fondo le prime luci scoprivano la sagoma dell'Adamello, non senza, durante il dopo-concerto, la ripresa del suo flauto d'oro e un secondo concerto per gli amici del Circolo. E così Malipiero, a Sondrio per una serie di conferenze-concerto (protagonisti alcuni "giovani" come Canino, Ballista ecc.) organizzate in collaborazione con la Scala di Milano, che pretese, dopo la cena della prima serata in un normale ristorante, di scendere in quella cantina - autentica e rustica cantina ove i fortunati si sedevano sulle panche e gli altri su cassette o sedili comunque di fortuna - in cui il frac dei concertisti e gli abiti di circostanza di signore e uomini avevano cornice ben diversa dai consueti velluti rossi e stucchi dorati dei Teatri di tradizione. Ne aveva sentito parlare da noti concertisti e voleva provare, certo in una con bresaola ed altre leccornie della zona, e col pane fresco appena sfornato, e con i grandi vini di Valtellina, quel clima che - dicevano in molti - si era perso nelle grandi sale da concerto. Lì si parlava di musica, molti la facevano - un coro polacco, rinforzato da alcuni coristi del Coro CAI di Sondrio, fece l'alba non si sa dove prendendo il fiato -, fondendosi la Grande musica con l'umanità profonda. D'altronde dove avrebbero potuto gli esimi concertisti dei "Solisti Veneti", terminato il concerto, impegnarsi in una con gli amici del Circolo in una gigantesca e lunghissima partita a palle di neve nella centralissima Piazza Garibaldi di Sondrio, incuranti dei richiami del povero direttore Scimone che tentava invano di ricordare come la sera - ormai mezzanotte era passata - li attendeva il Donizetti di Bergamo? E anche Paolo Grassi che, venuto a Sondrio, poco dopo la sua nomina a Soprintendente con lo staff della Scala per due opere al Teatro Pedretti, organizzatore il Circolo Musicale con la collaborazione del Comune, concordava con il Sindaco Venosta - ne scrisse anche Panorama - la realizzazione di un Auditorium per il quale si era impegnato a fornire il progetto un illustre figlio di Sondrio, l'ing. Nervi, che però purtroppo poco dopo mancò senza riuscire quindi a mantenere la sua promessa. Tanti sarebbero i ricordi. Jorg Demus, ad esempio, che finito il concerto, cambiava programma e chiedeva se fosse possibile fermarsi a Sondrio un po' di giorni ed usare la sala ove aveva suonato, quella della Villa Quadrio, donata al Comune dalla famosa violinista Teresa Tua Quadrio, la cui arte era apprezzata alla Corte moscovita, per preparare un successivo concerto. O ancora Nicolaj Orloff, che aveva avuto come maestro personale Rachmaninov, principe di sangue ma anche della musica, che a Milano ricordava con rimpianto il memorabile concerto di Sondrio, con le persone sedute per ogni dove e anche per terra, tante erano, e la successiva cena offerta dopo in suo onore dal Circolo e dal Rotary, principesca non solo per la qualità ma soprattutto per le persone di cultura che il Circolo aveva riunito attorno all'ospite.
Il motivo di attrazione del Circolo Musicale non era naturalmente il momento conviviale post-concerto. Della qualità del pubblico s'é detto, ma questo non certo era fattore esclusivo. Il segreto stava in quel feeling che veniva a stabilirsi con gli artisti, in alcuni momenti una sorta di magica atmosfera, responsabile di tanti rientri a casa, o in albergo per gli ospiti, quando ormai le stelle una ad una andavano spegnendosi sopraffatte dalla luce che si levava ad oriente. In Chiavenna, su un crotto, c'é una scritta: "Qui si beve il vino bono e si fa schola de umanità". Ecco "l'ingrediente" di quei dopo-concerto: l'umanità in una con la cultura che é respiro profondo, dilatazione di orizzonti, fonte di una sintonia che si stabiliva con naturalezza, senza soggezione per la statura degli ospiti ma di essa consapevole.

LIMITI
Non tutte le ciambelle riescono con il buco. E così il Circolo ha dovuto fare i conti con il problema della sede per i concerti. Inizialmente si tennero a Villa Quadrio ma la capienza era quella che era. Ci stettero, per Orloff e in qualche altra occasione, anche in 300, ma in modo neppure immaginabile, tale che oggi varrebbe la galera immediata per gli organizzatori. La sensibilità della Provincia portò all'uso del salone del Consiglio Provinciale, di maggiore capienza e acusticamente pregevole. Poi con i Sindaci Venosta e Frizziero venne l'Auditorium Torelli, per la cui acustica opportunamente ci si era rivolti al Politecnico, con ottimo esito. Ma né queste sale, né l'ottocentesco Teatro Pedretti consentivano concerti delle grandi orchestre sinfoniche. Ci furono solo poche eccezioni, ma realizzate nella Chiesa Collegiata, in particolare ricordiamo con l'Orchestra della RAI diretta da Daniel Oren e quella diretta da Gianandrea Gavazzeni.
Altre sedi coperte, acusticamente non appropriate, non avrebbero consentito quello standard dignitoso di qualità che é sempre stato obiettivo minimo per il Circolo Musicale CID.

PATRIMONIO DELLA CITTA', TRADIZIONE CHE CONTINUA
La preparazione del Cartellone fu sempre momento di prova e di impegno, con un filo conduttore nel corso degli anni volto alla crescita del pubblico, nella scelta dei concertisti ma anche dei programmi. Non solo, ma fin dall'inizio fu cura costante quella di affiancare agli appuntamenti con la musica da camera, altri di vario tipo, dalla danza ai Cori (madrigalistici), a forme musicali colte inusuali, al Jazz.
Un patrimonio della città, della comunità sondriese e provinciale, una tradizione che continua.

I PRESIDENTI
La presidenza, inizialmente come C.I.D. e poi come Circolo Musicale, fu di chi ebbe l'idea iniziale, Alberto Frizziero che la lasciò per incompatibilità una volta eletto Sindaco (1975-1985) di Sondrio. A lui seguirono il dr. Filelfo Verdinelli, il prof. Giuseppe Foianini e quindi l'attuale Presidente Floriana Palmieri.

I DIRETTORI ARTISTICI
La Direzione Artistica fu inizialmente del critico musicale Alfredo Mandelli, poi della docente di musica Marilena Gilardi, di M. Pia Maselli diplomata in pianoforte presso il Conservatorio G.Verdi e attualmente del direttore d'orchestra Giovanni Battista Mazza. Consulente artistico storico il docente di musica Pierangelo Livraghi
Per  il Jazz la direzione è passata dall'avv. Claudio Pedrazzini a Chicco Cotelli grande tecnico dello sci, ma anche pianista jazz di ottimo livello.

LE COLLABORAZIONI
Le collaborazioni: per quanto riguarda gli Enti pubblici in prima linea, sempre, il Comune di Sondrio; poi la Provincia, la Comunità Montana, la Regione Lombardia. Per quanto riguarda i soggetti privati principalmente il Credito Valtellinese, ma anche la Banca Popolare di Sondrio, la Cariplo, alcuni sponsor.

I MASS MEDIA
La collaborazione dei e con i mass-media é sempre stata intensa. Oggi in particolare la TV locale, Teleunica (in passato come "Televaltellina" e "Telesondrio"), i quotidiani "Il Giorno" e "La Provincia di Sondrio", i settimanali, che in provincia hanno sempre avuto larghissima diffusione, "Centro Valle", "La Provincia di Sondrio" e, on line www.gazzettadisondrio.it "Il Settimanale". In precedenza anche il quotidiano "L'Ordine", i settimanali "Corriere della Valtellina", "Eco delle Valli", "Il Cittadino", "Il giornale di Sondrio". Episodicamente la stampa nazionale.